Alluce valgo: occhio a calzature strette e tacco alto

Alluce valgo: occhio a calzature strette e tacco alto

Una deformità osteoarticolare progressiva che colpisce principalmente le donne e con maggiore frequenza dopo i 65 anni

L’alluce valgo o HalluxValgus è una deformità osteoarticolare progressiva che si caratterizza per la deviazione laterale del primo dito del piede e una medializzazione del primo osso metatarsale; a questa si può associare anche una rotazione interna digitale responsabile, a sua volta, dell’alterazione della lamina ungueale. Quanto descritto può determinare delle conseguenze negative sia a livello estetico ma soprattutto a livello funzionale per la normale deambulazione.

Eziopatogenesi

È un problema multifattoriale acquisito in cui si combinano fattori genetici e biomeccanici. Una maggiore mobilità articolare, una particolare conformazione anatomica del 1 metatarso o, ad esempio, un piede piatto possono provocare anomalie dell’appoggio durante la fase propulsiva del passo. Se ciò si verifica, l’alluce non essendo più stabilizzato, tende a ruotare verso l’interno. Inoltre, se si associano calzature strette, sport particolari come il golf o danza o malattie sistemiche e neurologiche che stressano l’articolazione, si verifica un graduale disallineamento dell’alluce con successiva borsite e dolore. Le varietà cliniche sono: AV giovanile, AV per ipertrofia della testa metatarsale, AV in avampiede triangolare: deformità progressiva, AV interfalangeo.

Epidemiologia e fattori di rischio

L’alluce valgo è presente in circa il 23% della popolazione tra i 18 e i 65 anni e nel 36 % nella popolazione con età maggiore di 65 anni. Il rapporto fra donna e uomo è circa di 4 a 1. Le donne sono più colpite degli uomini a causa di peculiarità anatomiche e ad altre caratteristiche come una maggiore lassità legamentosa e l’incidenza aumenta con l’aumentare dell’età.

Sintomatologia

Il dolore a livello dell’alluce è il sintomo principale e in casi gravi può espandersi fino alla pianta del piede limitando significativamente le attività quotidiane. Il fastidio è dato dalla presenza o meno di una borsite reattiva e dal grado di infiammazione di questa. Nei casi avanzati la deformità, sarà responsabile di squilibri anche alle articolazioni vicine provocando dita in griffe, metatarsalgie e sublussazioni/lussazioni dei raggi centrali. Quando il dolore diventa cronico il corpo cercherà di compensare adottando una postura antalgica che a sua volta sarà responsabile di dolori su strutture sovrastanti come il ginocchio, l’anca e il rachide.

Diagnosi

La valutazione del paziente con sospetto alluce valgo include l’anamnesi personale e familiare, l’esame clinico ed esami strumentali. L’anamnesi personale dovrebbe concentrarsi sulla durata dei sintomi, modificazione delle attività comuni quotidiane ed eventuali interventi precedenti. Particolare attenzione dovrebbe essere prestata al tipo di calzature e alla presenza di specifiche aree di dolore. L’ esame clinico comprende l’osservazione della deambulazione, la valutazione dell’allineamento e il grado di mobilità della prima articolazione di entrambi gli arti inferiori. Tra gli esami strumentali sono fondamentali la radiografia per misurare l’angolo della deformità e l’esame baro-podometrico per valutare i difetti di deambulazione.

Terapia

Per quanto riguarda il trattamento esistono molteplici teorie, ma non tutte sono corrette e purtroppo a volte è facile cadere in errore anche per colpa delle numerose informazioni fuorvianti reperibili sui siti internet. 

Facciamo chiarezza.

Terapia conservativa: La terapia conservativa è fondamentale prima della chirurgia ed ha l’obiettivo di prevenire e diminuire la gravità dei sintomi evitando modifiche nello stile di vita. Ad oggi, non esistono studi che dimostrino che l’utilizzo di tutori presidi splint notturni abbiano la capacità di correggere la deformità. L’approccio conservativo è estremamente importante nella fase pre e/o post operatoria e prevede un programma riabilitativo con esercizi mirati, terapie fisiche e utilizzo di ortesi plantari che possono agire sia nella biomeccanica, sia come supporto per alleviare il dolore.

Terapia chirurgica: La chirurgia rappresenta l’unica strada per la correzione definitiva della deformità in valgismo dell’alluce, ma purtroppo è una strada non sempre possibile e non priva di ostacoli. La storia della chirurgia per AV descrive innumerevoli tecniche (circa 150) con la tendenza, in questi ultimi anni, ad essere sempre più conservativi grazie anche alla Chirurgia Minimamente Invasiva. L’indicazione chirurgica si pone in caso di borsite e/o dolore persistenti, carico alterato; ovvero quando la terapia conservativa è risultata fallimentare.

Domande più frequenti

Calzatura e Alluce valgo? La calzatura gioca un ruolo fondamentale anche se non è la sola causa. La scarpa stretta in punta e con tacco alto accentuerà la pressione sull’articolazione peggiorando la sintomatologia, questo è particolarmente evidente in stazione eretta quando tutto il peso corporeo grava sul piede aumentandone la superficie di appoggio. Se la scarpa non è idonea si verifica una eccessiva pressione sull’alluce con la comparsa dei sintomi. Alcuni studi hanno rilevato che i pazienti che indossano questo tipo di scarpe hanno la probabilità del 33% di sviluppare AV rispetto a persone che non indossano calzature dove la probabilità si abbassa all’ 1,9%. Invece la calzatura più idonea per pazienti con alluce valgo è la calzatura ortopedica di prevenzione primaria a pianta larga in setaflex che permette di accogliere la deformità.

Quando operarsi? L’alluce valgo, anche con una deformità severa, se non doloroso deve essere monitorato nel tempo ponderando molto bene l’utilità di una chirurgia. L’indicazione chirurgica si pone in caso di dolore persistente, presenza di borsite e carico alterato. Bisogna tenere presente che la chirurgia va sempre a modificare la complessa architettura podalica, per questo è frequente la recidiva. È quindi fondamentale valutare bene l’indicazione e il beneficio per ogni singolo paziente. Normalmente nei grandi anziani (over 75 anni) viene sconsigliata la chirurgia per l’elevato rischio di complicanze cutanee e vascolari. 

Nell’alluce valgo giovanile, di tipo malformativo, si consiglia la chirurgia dopo i sedici anni, a fine dell’accrescimento scheletrico.

Splint notturni, tutori, bendaggi, curano l’alluce valgo? No, questi dispositivi non hanno dimostrato nessuna efficacia nella correzione della deformità ma tuttavia possono essere di aiuto per alleviare la sintomatologia dolorosa. Le protezioni in siliconiche latero esterne, i separatori in silicone digitali tra l’alluce e il secondo dito, potrebbero avere anche un po’ di effetto riduttivo della deformità soprattutto negli stadi iniziali dove essa è ancora riducibile. 

I plantari nelle scarpe servono? Si, l’ortesi plantare non è in grado di modificare la deformità ma è un validissimo supporto preventivo, importante per la riduzione del dolore e per rieducare lo schema motorio alterato circa per 46% dei casi. L’ortesi plantare viene prescritta e confezionata dal Podologo dopo un’attenta visita clinica perché dovrà riportare le modifiche necessarie per correggere le alterazioni rilevate che stanno alla base della problematica.

La visita Podologica è utile? Una seria e completa visita specialistica podologica/ podoiatrica permette di esaminare la morfologia podalica statica e, soprattutto, la camminata dinamica, in modo tale da evidenziare i fattori di rischio per lo sviluppo dell’alluce valgo. La diagnosi è clinica e l’esame strumentale come la pedana baropodometrica, servirà a supportare ciò che viene rilevato.

 


Dr.ssa Monica Piccini

 

  • Laurea in Podologia Università degli studi di Perugia 
  • Laurea in Podoiatria Università UAB Barcellona 
  • Posturologa Università la Sapienza Roma 
  • Podologa presso il Centro Medico Polispecialistico Delta Implants

 

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