Displasia dell’anca: la prima ecografia dopo 40 giorni di vita

Displasia dell’anca: la prima ecografia dopo 40 giorni di vita

Dopo la nascita tutti i neonati vengono esaminati per la presenza di displasia dell’anca.

 

Si tratta di un esame di routine per un’anomalia (2/1000 nati) che si sviluppa quando l’articolazione non si è formata normalmente e la testa femorale non è stabile in modo corretto nella cavità articolare, con il rischio di una lussazione evolutiva.

Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Barbara Barzi, ecografista pediatrica presso il Centro Medico La Quintana a Foligno e il Centro Medico Polispecialistico Delta Implants a Perugia.

 

Quali sono le cause?

 

Le cause delle displasia congenita dell’anca (Developmental dislocation of the Hip nella letteratura anglosassone) non sono note. Riconosciuti sono però i fattori di rischio come: familiarità, presenza podalica e sesso femminile del neonato.

 

Quali i sintomi?

 

Non ci sono sintomi nel neonato, bensì un evidente quadro clinico di instabilità. I segni da ricercare sono: la presenza di scatto articolare, deficit di abduzione dell’anca e segno di Galeazzi (arto più corto nel lato affetto, causato dalla risalita femorale).

 

Diagnosi

 

La diagnosi è certamente clinica, facile nel periodo neonatale, meno evidente nel bambino di qualche mese o più.

L’ecografia dell’anca aiuta, ma non va eseguita prima dei 40 giorni di vita, periodo rischio di falsi positivi.

La radiografia del bacino può risultare utile dopo il 5° mese di vita.

Sarà lo specialista a consigliare l’esame strumentale più opportuno.

 

Come si cura?

 

L’unico trattamento utile è l’utilizzo di bretelle di Pavlik (divaricatore dinamico, a bretelle, che facilita con il movimento delle gambe del neonato, la riduzione e la stabilizzazione dell’anca), fino alla riduzione della lussazione, evidenziata da ecografia/radiografia del bacino e dalla scomparsa del segno dello scatto.

Altri tipi di divaricatori, come quello di Milgram (il più usato), possono essere consigliati, specie nel bambino più grande (dopo i 6 mesi).

Qualora il trattamento conservativo fallisse, potrà essere indicata la chirurgia, comunque, sempre più rara, grazie alla diagnosi e al trattamento precoci.

Sarà lo specialista a consigliare l’esame strumentale più opportuno.

 


Dott.ssa Barbara Barzi

 

Ecografista pediatrica presso il Centro Medico La Quintana a Foligno e il Centro Medico Polispecialistico Delta Implants a Perugia.

 


 

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